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Il bonus colonnine rimborsa l'80% della wallbox di casa

Il bonus colonnine domestiche, cercato anche come bonus wallbox, rimborsa l'80% della spesa per comprare e installare una wallbox: fino a 1.500 € per una persona fisica e 8.000 € per un condominio. Per le installazioni completate dal 26 giugno al 31 dicembre 2026 lo sportello è aperto, con domande fino alle 12:00 del 31 gennaio 2027 finché ci sono fondi.

A cura di Redazione CifreElettriche · Aggiornato il con dati di MIMIT, Invitalia, GSE e Agenzia delle Entrate. Norme ricontrollate il .

Corretta il : fondi disponibili del bonus. Cosa è cambiato

Metodo e fonti Segnala un errore

Chi lo riceve, quanto e a quali condizioni

Bonus colonnine domestiche: le regole per le installazioni del 2026
Voce Regola
Contributo 80% delle spese di acquisto e posa, a fondo perduto, pagato in un'unica soluzione
Massimo 1.500 € per una persona fisica, raggiunti con 1.875 € di spesa; 8.000 € per un condominio, raggiunti con 10.000 €
Chi Persone fisiche residenti in Italia e condomìni; esclusi ditte individuali e società
Installazioni Completate dal 26 giugno al 31 dicembre 2026
Domande Dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027, online su Invitalia con SPID, CIE o CNS e una PEC
Fondi 15 milioni di euro: 10 milioni avanzati dal 2025 e 5 dell'annualità 2026; assegnati in ordine di arrivo delle domande
Wallbox Nuova, di potenza standard, nell'elenco GSE dei dispositivi conformi alla delibera ARERA 541/2020
Pagamenti Tracciabili, da un conto intestato a chi fa domanda; niente contanti né finanziamenti
Cumulo Non si somma ad altre agevolazioni, anche fiscali, sulla stessa spesa
Quando arriva Con un decreto entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello
Fonte: DPCM 10 giugno 2026, decreti direttoriali MIMIT del 4 agosto e dell'11 settembre 2026, FAQ Invitalia, letti il 26 settembre 2026. Spesa che raggiunge il massimo: nostro calcolo (massimo diviso 80%).

Quanto si riceve

Calcola il tuo contributo

Il contributo è l'80% della spesa, fino a 1.500 € per una persona fisica o 8.000 € per un condominio. Il calcolo resta nel tuo browser: quello che inserisci non viene inviato né salvato.

Chi fa domanda
Quanto spendi

Precompilato con 1.300 €, il costo chiavi in mano più basso della nostra rilevazione del 28 settembre 2026. Metti la cifra del tuo preventivo.

Aliquota IVA della fattura

Il tuo contributo

Se conta anche l'IVA

1.040,00 €

A tuo carico 260,00 €

Sul solo imponibile

852,46 €

A tuo carico 447,54 €

Imponibile 1.065,57 € (IVA al 22% esclusa)

Con altri 575 € di spesa arriveresti al massimo di 1.500 € (se conta l'IVA).

Con la detrazione, se fosse ammessa

Abitazione principale, 50%
650,00 € in 10 anni
Altri casi, 36%
468,00 € in 10 anni

In alternativa al bonus, non in aggiunta: quale conviene.

Se l'IVA rientri nella spesa ammissibile non è documentato: i decreti escludono «imposte, tasse e oneri di qualsiasi genere» senza nominare l'IVA e le FAQ di MIMIT e Invitalia non ne parlano. Siti diversi danno risposte opposte. Per questo il calcolo mostra i due casi.

Fonte: decreto direttoriale MIMIT del 4 agosto 2026 per percentuale e tetti; IVA dalla risposta dell'Agenzia delle Entrate n. 218/2020; detrazione dalla guida dell'Agenzia per le spese 2025-2026.

Per un ordine di grandezza: nella rilevazione del 28 settembre 2026 sulle guide di un installatore una wallbox 7,4 kW monofase chiavi in mano, vicino al quadro, costava da 1.300 € a 1.900 € IVA inclusa. Il contributo va quindi da 1.040 € a 1.500 € e a tuo carico restano da 260 € a 400 €, se l'IVA conta nella spesa ammessa. I prezzi voce per voce sono nella guida al costo della wallbox.

Le date da segnare

  1. Entra in vigore il DPCM: da questo giorno contano spese e installazioni dello sportello 2026.

  2. Apre lo sportello per le domande, online su Invitalia.

  3. Ultimo giorno per completare l'installazione in questo sportello: dopo si passa all'annualità 2027.

  4. Chiude lo sportello, se i fondi non finiscono prima.

  5. Termine per il decreto che concede e paga i contributi, 90 giorni dopo la chiusura.

  6. Fine del programma: ultime installazioni ammesse.

Fonte: DPCM 10 giugno 2026 e decreti del 4 agosto e dell'11 settembre 2026. Il termine per il pagamento è un nostro calcolo sui 90 giorni indicati da Invitalia.

Come si fa domanda

La domanda si fa solo dopo acquisto e installazione: non esiste una prenotazione4. Si presenta online nell'area personale di Invitalia, con SPID, CIE o CNS. Le istruzioni ufficiali sono nella pagina Invitalia Presenta la domanda e nella guida alla compilazione; assistenza al numero verde 800 77 53 97, dal lunedì al venerdì, 9-18.

Prima di comprare

  1. Controlla che il modello esatto della wallbox sia in uno dei due elenchi GSE (GDC o NO GDC): conta l'elenco in vigore il giorno della domanda, quindi conserva una copia del PDF.
  2. Chiedi il preventivo a un installatore abilitato (DM 37/2008) e avvisalo che dovrà firmare il modulo Invitalia «Attestazione dei requisiti dell'infrastruttura di ricarica».
  3. Paga con bonifico, SEPA o carta da un conto intestato a te: niente contanti né finanziamenti. Le spese valgono dal 26 giugno 2026 e l'installazione va completata entro il 31 dicembre 2026 per lo sportello aperto ora.

Dopo l'installazione: prepara i documenti

  1. Fatti rilasciare dall'installatore la dichiarazione di conformità e l'attestazione dei requisiti firmata.
  2. Scarica le fatture elettroniche in XML dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate («Fatture e corrispettivi») o chiedile al fornitore; se il file è .xml.p7m va «sbustato» (FAQ C.14).
  3. Procurati gli estratti del conto con i pagamenti; se non li hai ancora puoi allegare la richiesta inviata alla banca (FAQ C.11).
  4. Tieni pronti una PEC attiva, l'IBAN di un conto intestato a te, codice fiscale e documento d'identità.

Invia la domanda online

  1. Entra nell'area personale di Invitalia con SPID, CIE o CNS e scegli «Bonus colonnine domestiche» dal menu della scrivania.
  2. Compila tutte le sezioni: dati anagrafici e PEC, dichiarazioni, indirizzo dell'installazione, spese, IBAN, dettaglio delle fatture e dei pagamenti.
  3. Scarica il «Format della domanda», firmalo digitalmente o a mano, ricaricalo e allega i documenti; l'attestazione dell'installatore va in «Altra documentazione».
  4. Invia: la domanda è presentata solo quando la piattaforma rilascia la ricevuta in PDF con data e ora, e un codice di protocollo da conservare.

Dopo l'invio

Invitalia controlla completezza e correttezza formale; se la domanda è improcedibile lo comunica via PEC e si può ripresentare una sola volta entro la chiusura dello sportello. Le domande sono esaminate in ordine di arrivo finché ci sono fondi. Il contributo è concesso con un decreto entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello e pagato in un'unica soluzione sul conto indicato. Per le installazioni del 2024 i decreti di concessione sono arrivati 17 giorni (decreto del 9 dicembre 2024) e 15 giorni (decreto dell'11 giugno 2025) dopo la chiusura dei due sportelli.

Dopo il pagamento Invitalia controlla a campione il 10% delle domande, fino al 20% se nel campione le revoche superano il 30%, secondo il decreto sui controlli. Chi è estratto ha 10 giorni per mandare i documenti via PEC; in caso di revoca le somme si restituiscono entro 60 giorni. Per questo conviene conservare fatture, estratti conto e dichiarazione di conformità.

I documenti da caricare

Sono i file che la piattaforma chiede «a pena di improcedibilità», cioè senza i quali la domanda non viene esaminata1. Le caselle servono solo a tenere il conto mentre li prepari: non salviamo nulla.

Per tutti
In più per il condominio

Da avere a portata di mano

  • PEC attiva per tutta la durata della pratica
  • IBAN di un conto intestato al richiedente
  • SPID, CIE o CNS per entrare nell'area personale Invitalia
  • Date di acquisto e di fine installazione, e l'indirizzo dove è installata la wallbox

Fonte: guida Invitalia alla compilazione e decreto direttoriale del 4 agosto 2026, art. 6.

Quali wallbox sono ammesse

In tutte le annualità del programma il dispositivo di ricarica deve essere:

  • nuovo di fabbrica, acquistato e installato;
  • di potenza standard;
  • installato in Italia, in un'area nella piena disponibilità del beneficiario;
  • con dichiarazione di conformità dell'installatore (DM 37/2008, art. 7).

Nei testi del 2026 non c'è una definizione di «potenza standard» né una soglia in kW. Il D.Lgs. 257/2016 (art. 2) chiama di potenza standard i punti di ricarica fino a 22 kW, ma i decreti del bonus non lo richiamano: è una nostra deduzione, non una regola del bando.

Per le installazioni del 2026 serve l'elenco GSE

In più il modello deve rispettare i requisiti minimi della delibera ARERA 541/2020 e comparire nell'elenco dei dispositivi pubblicato dal GSE nella versione in vigore il giorno della domanda, non quello dell'acquisto1. Secondo la delibera la wallbox deve saper misurare e registrare la potenza attiva di ricarica e trasmetterla a un soggetto esterno scelto dal cliente (per esempio un aggregatore) e ricevere ed eseguire comandi da quel soggetto per ridurre, aumentare o ripristinare la potenza massima di ricarica; va installata in modo 3 (norma CEI EN 61851-1), con dichiarazione di conformità secondo il DM 37/2008.

Come controllare il tuo modello

  1. Apri i due elenchi del GSE: GDC, con i dispositivi che regolano la potenza di ricarica in base alla potenza ancora disponibile al contatore, e NO GDC, con i dispositivi idonei senza gestione dinamica del carico. Basta che il modello sia in uno dei due4.
  2. Cerca nel PDF (Ctrl+F, o «Trova nella pagina» sul telefono) il codice esatto del modello scritto sulla scheda tecnica o sul preventivo, non solo il marchio: nello stesso marchio ci sono modelli presenti e modelli assenti.
  3. Se il modello non c'è, per lo sportello 2026 il bonus non spetta: scegline uno presente, oppure chiedi al costruttore se ne ha chiesto l'inserimento.
  4. Fai firmare all'installatore il modulo Invitalia di attestazione dei requisiti, che va allegato alla domanda.

Secondo Edilizia.com gli elenchi sono stati aggiornati l'ultima volta il 21 settembre 2026. Sono nati per la sperimentazione ARERA che concede fino a 6 kW nelle ore 23-7 dei giorni feriali e tutto il giorno la domenica e i festivi, per chi ha una potenza impegnata tra 2 e 4,5 kW, senza cambiare contratto; le adesioni si sono chiuse il 30 giugno 202619. Il decreto del bonus chiede che il dispositivo sia nell'elenco GSE nato per la sperimentazione, non che il richiedente vi abbia aderito.

Chi può chiederlo

  • Persone fisiche residenti in Italia, fino a 1.500 €. Wallbox a uso esclusivamente privato, non accessibile al pubblico, in un'area nella piena disponibilità del richiedente.
  • Condomìni, per le parti comuni (artt. 1117 e 1117-bis c.c.), fino a 8.000 €. Domanda dell'amministratore o, nei condomìni fino a otto partecipanti, di un condomino delegato; ricarica a uso collettivo dei condòmini, non accessibile al pubblico.
  • Non possono chiederlo ditte individuali e società.

Ognuno può presentare una sola domanda, con un tetto complessivo di 1.500 € a persona1.

In condominio

  • Parti comuni. Aree, impianti e spazi comuni destinati all'uso collettivo dei condòmini (FAQ C.2), secondo gli artt. 1117 e 1117-bis c.c.
  • Delibera. Serve la delibera assembleare che autorizza i lavori sulle parti comuni, non impugnata nei termini dell'art. 1137 c.c. Maggioranze e casi in cui la delibera non serve sono nella guida alla ricarica in condominio.
  • La wallbox nel proprio box. Il condomino che la installa nel suo box, in un'area nella sua piena disponibilità, la chiede come persona fisica, fino a 1.500 €.

Quali spese rimborsa

Secondo il decreto del 4 agosto 2026 (art. 3) rientrano nel contributo:

  • acquisto e messa in opera della wallbox o colonnina
  • impianto elettrico e opere edili strettamente necessarie
  • impianti e dispositivi di monitoraggio, controllo e gestione della ricarica, anche installati separatamente, compresi i dispositivi per la connessione e la gestione della rete elettrica
  • progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi
  • connessione alla rete elettrica con attivazione di un nuovo POD (nuovo punto di prelievo)

Non rientrano:

  • imposte, tasse e oneri di qualsiasi genere
  • consulenze diverse da progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi
  • terreni e immobili
  • beni o servizi diversi da quelli ammessi, anche se funzionali all'installazione
  • autorizzazioni edilizie, interventi di costruzione e costi di esercizio della ricarica

Come si paga. Pagamenti tracciabili da un conto corrente intestato al beneficiario, solo con bonifico, SEPA Credit Transfer o carta di credito o di debito intestata al beneficiario. Le spese «non possono essere effettuate mediante finanziamento» (decreto direttoriale del 4 agosto 2026, art. 3 c. 4).

Aumento di potenza. Se l'aumento di potenza del contatore esistente sia rimborsabile non è documentato: tra le spese ammesse il decreto cita solo la connessione con un nuovo POD. Quanto costa passare a una potenza più alta è nella guida al costo della wallbox.

Conviene il bonus, non la detrazione

Per la wallbox di casa il bonus rende di più. Restituisce l'80% in un solo pagamento, mentre la detrazione per le ristrutturazioni vale il 50% sull'abitazione principale e il 36% negli altri casi per le spese 2025-2026, in 10 rate annuali. La detrazione darebbe di più solo sopra 3.000 € di spesa (4.167 € negli altri casi), e poi le aliquote scendono: al 36% e al 30% per le spese 2027 e al 30% per tutti per le spese 2028-2033.

Le due strade non si sommano: il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni, anche fiscali, sulla stessa spesa, e se il cumulo emerge ai controlli viene revocato1. In più, se la wallbox rientri nella detrazione l'Agenzia delle Entrate non l'ha chiarito: la sua guida alle ristrutturazioni e la circolare 8/E del 2025 non citano mai wallbox o ricarica. La tesi «detraibile solo dentro una ristrutturazione con CILA o SCIA» circola su siti commerciali senza un riferimento ufficiale. La detrazione dedicata alle colonnine, l'art. 16-ter del DL 63/2013 (50% su un massimo di 3.000 €), valeva solo per le spese dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021.

Cosa cambia dal 2027

Conta la data in cui l'installazione è completata: se compri la wallbox a dicembre e l'installazione finisce a gennaio, la domanda va sull'annualità dell'anno nuovo1. Il programma prosegue fino al 31 marzo 2030 con 68 milioni di euro in tutto: dopo lo sportello 2026 ci sono 15 milioni l'anno dal 2027 al 2029 e 8 milioni per le installazioni fino al 31 marzo 2030. Le date di quegli sportelli non sono ancora fissate.

Dal 2027 non serve più l'elenco GSE: l'installatore allega alla dichiarazione di conformità un'attestazione sul rispetto dei requisiti tecnici della normativa vigente per i dispositivi di ricarica e la connessione alla rete. Il modello e le modalità saranno definiti con un provvedimento successivo, non ancora pubblicato al 25 settembre 2026 (decreto direttoriale del 4 agosto 2026, art. 4 c. 1 lett. e).

Quante domande ha ricevuto il bonus dal 2022

Il bonus è nato con un DPCM del 4 agosto 2022, che fissava già l'80% e gli stessi tetti di oggi22. Nei primi tre anni le domande accolte sono state poco più di 19.000, di cui 65 di condomìni, secondo una ricostruzione del Post sugli allegati dei decreti MIMIT. I contributi concessi sono rimasti sotto i fondi stanziati: 0,64 milioni su 40 nel 2022, 6,9 milioni su 40 nel 2023 e 15 milioni su 20 nel 202424. Nel primo mese dello sportello del 2024 erano arrivate 5.319 domande per 6,31 milioni di euro25.

Domande frequenti

Sono in affitto: posso chiedere il bonus?

Il decreto non chiede di essere proprietari: chiede che la wallbox sia installata in un'area nella piena disponibilità di chi fa domanda, per uso esclusivamente privato1. Come dimostrare la disponibilità, per esempio con il contratto di affitto del box, non è specificato: conviene chiederlo a Invitalia al numero verde 800 77 53 97 (dal lunedì al venerdì, 9-18).

Ho installato la wallbox prima del 26 giugno 2026: posso chiedere il bonus?

No. Lo sportello attuale copre solo le installazioni completate dal 26 giugno 2026, giorno di entrata in vigore del DPCM 10 giugno 2026, e tutte le spese, compresa la prima fattura, devono essere sostenute da quella data4. Per le installazioni completate dal 1° gennaio 2025 al 25 giugno 2026 non c'è uno sportello: l'ultimo, chiuso nel 2025, riguardava le installazioni del 2024.

Fonti

Documenti letti il 26 settembre 2026. Le fonti non ufficiali servono solo dove manca un documento ufficiale e sono indicate come tali.

  1. 1. Decreto direttoriale MIMIT 4 agosto 2026, disciplina applicativa 2026-2030, 4 agosto 2026
  2. 2. DPCM 10 giugno 2026, art. 6 (testo pubblicato da Invitalia), 10 giugno 2026
  3. 3. Decreto direttoriale MIMIT 11 settembre 2026, termini di apertura e chiusura dello sportello 2026, 11 settembre 2026
  4. 4. Invitalia, Bonus colonnine domestiche: FAQ, 26 settembre 2026
  5. 5. Invitalia, Bonus colonnine domestiche: aggiornamento fondi disponibili, 26 settembre 2026
  6. 6. MIMIT, pagina Bonus colonnine domestiche 2026-2030, 15 settembre 2026
  7. 7. Invitalia, Bonus colonnine domestiche: presenta la domanda, 26 settembre 2026
  8. 8. Assolombarda, sintesi della Risposta AdE n. 218 del 14/07/2020 sull'IVA delle colonnine a uso privato, 14 luglio 2020 (fonte secondaria)
  9. 9. Agenzia delle Entrate, guida «Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali», febbraio 2026
  10. 10. Invitalia, guida interattiva alla compilazione della domanda 2026 (dimostrativa, può cambiare), 26 settembre 2026
  11. 11. Decreto direttoriale MIMIT 11 settembre 2026, controlli, 11 settembre 2026
  12. 12. Decreto direttoriale MIMIT 9 dicembre 2024, erogazione contributi 2024, 9 dicembre 2024
  13. 13. Decreto direttoriale MIMIT 11 giugno 2025, concessione contributi del secondo sportello 2024, 11 giugno 2025
  14. 14. ARERA, deliberazione 541/2020/R/eel, art. 4 (dispositivi di ricarica idonei), 15 dicembre 2020
  15. 15. GSE, elenco dei dispositivi idonei con gestione dinamica del carico (GDC)
  16. 16. GSE, elenco dei dispositivi idonei senza gestione dinamica del carico (NO GDC)
  17. 17. Invitalia, modulo «Attestazione dei requisiti dell'infrastruttura di ricarica» (firmato dall'installatore), settembre 2026
  18. 18. Edilizia.com, «Bonus colonnine domestiche 2026: domande aperte e lista GSE aggiornata», 22 settembre 2026 (fonte secondaria)
  19. 19. ARERA, deliberazione 22/2025/R/eel (proroga della sperimentazione), 28 gennaio 2025
  20. 20. Agenzia delle Entrate, circolare 8/E del 19 giugno 2025 sui bonus edilizi, 19 giugno 2025
  21. 21. Normattiva, DL 63/2013 art. 16-ter (detrazione per le infrastrutture di ricarica), 25 settembre 2026
  22. 22. Decreto direttoriale MIMIT 14 marzo 2023, disciplina 2022-2023, 14 marzo 2023
  23. 23. Il Post, «C'è un nuovo bonus per le colonnine di ricarica domestiche» (bilancio 2022-2024 su decreti e allegati MIMIT), 22 settembre 2026 (fonte secondaria)
  24. 24. Decreto direttoriale MIMIT 12 giugno 2024, disciplina 2024, 12 giugno 2024
  25. 25. MIMIT, comunicato «Bonus colonnine: 5.319 le domande presentate nel primo mese di apertura della piattaforma», 9 agosto 2024

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